Safari in Africa da sola con bambino: Serengeti e Ngorongoro
- federica bardeggia
- 7 giorni fa
- Tempo di lettura: 7 min

Si, ero da sola con mio figlio in Safari in Tanzania. E no, non è stato nè impossibile nè pericoloso. Vi racconto come è andata...
Per iniziare cominciamo a dire perchè la scelta della Tanzania, il Serengeti National Park è famoso per le sue pianure infinite che si estendono a perdita d’occhio, habitat ideale per i Big Five (leone, leopardo, elefante, bufalo e rinoceronte nero) e teatro della spettacolare Grande Migrazione, con oltre due milioni di gnu, zebre e gazzelle in movimento continuo alla ricerca di pascoli freschi. Poco distante, il Cratere di Ngorongoro stupisce come il più grande cratere vulcanico inattivo e intatto al mondo, profondo 610 metri e largo circa 20 km, un vero eden naturale Patrimonio UNESCO , dove migliaia di animali vivono in un ecosistema unico e concentrato. Insieme, queste due meraviglie della Tanzania offrono un safari indimenticabile che ricorderete per tutta la vita, se sei un genitore single, questo tipo di viaggio è possibile, sicuro e crea un legame unico.
Il mio itinerario nel Serengeti e cratere Ngorongoro

Per risparmiare sui costi del safari e dell’intero viaggio, dopo una lunga ricerca online ho scovato un’agenzia locale tanzaniana specializzata in tour family-friendly a prezzi accessibili, perfetta per me da mamma single con mio figlio di 9 anni. Niente tour operator europei con maggiorazioni folli: ho confrontato recensioni su TripAdvisor, forum di viaggi e siti come SafariBookings, trovando un operatore affidabile con jeep privata e guida esperta . Così ho dimezzato il budget rispetto alle offerte standard, senza rinunciare a sicurezza e qualità.
Prima dell’avventura vera e propria, abbiamo trascorso qualche giorno a Zanzibar per ricaricare le energie: spiagge di sabbia bianca, bagni nell’Oceano Indiano turchese, relax assoluto con frutta fresca, il modo ideale per preparare mio figlio all’adrenalina del safari, senza jet-lag o stanchezza accumulata ( dai un'occhiata al mio articolo dedicato a Zanzibar). Poi, abbiamo preso un volo interno low-cost da Zanzibar ad Arusha, prenotato su Skyscanner, solo 1 ora di volo.
All’arrivo in aeroporto, ci aspettava puntuale il nostro “amico locale” la guida dell’agenzia, con un sorriso enorme e la sua macchina che ci ha portato nel loro hotel in cui abbiamo passato la notte prima dell'inizio del Safari.

Giorno 1: All'alba verso il Serengeti - Emozioni lungo la strada
Partiamo all’alba da Arusha: la nostra avventura in jeep 4x4 verso il Serengeti inizia con il sole che sorge piano, e il cuore già pieno di attesa. Il viaggio dura circa 3 ore attraverso paesaggi mozzafiato, tra villaggi Maasai e distese di terra rossa.
Dopo un’ora scarsa, lungo il ciglio della strada vediamo gruppi di bambini tanzaniani a piedi, zainetti in spalla, diretti a scuola a piedi nudi o con sandali logori. Mio figlio di 9 anni li osserva in silenzio, e nei suoi occhi leggo una compassione profonda: per lui, andare a scuola è spesso un peso o una banalità, mentre per loro è un sacrificio quotidiano di chilometri sotto il sole. Quel momento mi ha colpita: l’Africa ti insegna gratitudine in un istante, creando un legame empatico che porteremo a casa per sempre.

Verso la seconda ora, entriamo finalmente nel Serengeti National Park: le pianure infinite si aprono davanti a noi, attraversate da mandrie sterminate di zebre e gnu in migrazione – uno spettacolo naturale che toglie il fiato, come un documentario del National Geographic vivo davanti agli occhi. La guida spegne il motore, lasciandoci ascoltare i richiami degli animali nel silenzio assoluto. Giorno 1: già magia pura.

Arriviamo al Seronera Campsite, un campo tendato autentico nel cuore del Serengeti, con tende spaziose ma bagni in comune minimalisti e un grande patio recintato dove le guide cucinano per tutti i safari in arrivo. Ceniamo lì sotto le stelle – riso, carne alla griglia, frutta fresca – tra risate e ululati di iene in lontananza.
Dico la verità: è una vera esperienza wild! Niente acqua calda nelle docce, solo l’essenziale – perfetto per avventura pura, ma se i tuoi figli non sono abituati al “rustico”, porta salviette umidificate, crema idratante e un buon atteggiamento. Noi ce l’abbiamo fatta: mio figlio di 9 anni ha dormito come un sasso, cullato dai suoni della savana.
È possibile scegliere anche soluzioni in tenda molto più lussuose, con tutti i comfort e servizi in stile lodge, ma la differenza di prezzo è davvero significativa: in media si arriva a spendere circa il doppio. Per la mia esperienza, non ne vale la pena: il bello del Serengeti è proprio vivere il safari in modo wild, sentire i rumori della savana di notte e accettare qualche piccolo disagio in cambio di un’avventura autentica.
Giorno 2: Game drive all’alba – Le leonesse e le mongolfiere del Serengeti
Dopo una rapida colazione al Seronera Campsite – caffè forte, chapati caldi e frutta fresca – partiamo all’alba per il game drive, diretti alla ricerca dei Big Cats. L’aria è fresca, la savana silenziosa, e mio figlio ha già il binocolo pronto, eccitato come non mai.
Poco dopo, la guida ferma la jeep vicino a un grande acacia e ci fa cenno di guardare in alto: lì, sui rami robusti, un intero branco di leonesse penzoloni come gatti pigri! Si erano arrampicate durante la notte per sfuggire all’erba alta e bagnata dall’umidità mattutina – uno spettacolo raro e magico che ci lascia senza fiato. Vedere quelle regine della savana così vicine, con il sole nascente che illumina le loro criniere dorate, è stata un’emozione unica, quasi intima.
Mentre ce ne andiamo, alziamo gli occhi: mongolfiere fluttuano silenziose sopra le pianure infinite del Serengeti, bagliori rosa contro l’orizzonte. Uno spot visivo mozzafiato.
Si prosegue nell’immenso parco del Serengeti, dove assistiamo a un leone che dà la caccia a un’antilope: è impressionante toccare con mano la realtà del circolo della vita, come la natura sia maestosa e crudele, ma al tempo stesso assolutamente fantastica.
Poco dopo, ci fermiamo vicino a uno specchio d’acqua: decine di ippopotami si fanno il bagno, giocano tra loro spruzzando e grugnendo – uno spettacolo giocoso e rilassato che strappa un sorriso a mio figlio, bilanciando la tensione della scena precedente. La savana ti regala contrasti perfetti: dalla predazione alla pace, tutto in un’ora.
Per il pranzo torniamo al Seronera Campsite, un pranzo veloce e subito dopo ci rimettiamo in cammino per uscire dal Serengeti National Park, diretti al Cratere Ngorongoro. Il transfer dura circa un’ora, tra paesaggi che cambiano da pianure infinite a colline verdi, con la guida che ci racconta storie di Maasai e animali lungo la strada.
Mio figlio, ormai esperto safari-man, si addormenta sereno sulla mia spalla: la stanchezza dell’alba si fa sentire, ma gli occhi brillano di ricordi nuovi. Prossima tappa: il cratere che ci aspetta!
Lungo la strada verso il Cratere Ngorongoro, attraversiamo villaggi Maasai con le tipiche boma circolari di fango e sterco, capanne basse e greggi di capre che brucano tranquille. Non ci siamo fermati – il tempo era tiranno e volevamo arrivare al cratere prima del tramonto – ma è assolutamente possibile organizzare una sosta (chiedi alla guida, spesso ~20-30$/famiglia): entri nel villaggio, vedi le donne intrecciare gioielli colorati, i guerrieri Maasai con lance e mantelli rossi, e capisci la loro vita nomade in armonia con la natura.
Arriviamo al tramonto al Simba Campsite, posizionato proprio sul bordo del Cratere Ngorongoro – una vista mozzafiato sull’enorme caldera che si perde nell’orizzonte, con il sole che colora di rosso le pareti vulcaniche. Qui c’è una vera chicca dopo la polvere del Serengeti: docce calde! Dopo una bella rinfrescata – lusso puro per viaggiatori wild – ceniamo in compagnia di altri safariisti per rientrare in tenda.
Da dentro la tenda si sentono i rumori esterni degli animali, grugniti, richiami lontani e questo rende l’esperienza ancora più emozionante, come dormire dentro un documentario vivo.
Sia l’area del Seronera che quella del Simba Campsite è sicura, con decine di tende montate da altri gruppi, ma durante la notte è sconsigliato uscire: elefanti o bufali possono vagare vicini. Consiglio da mamma: se i vostri figli sono di quelli che si svegliano per andare in bagno, evitate di fargli bere acqua prima di dormire! Noi abbiamo dormito come sassi, cullati dalla savana.
Giorno 3: Sveglia all’alba sul Cratere Ngorongoro – Discesa nell’Eden
La sveglia all’alba al Simba Campsite è magica: una brezza fresca ti accarezza il viso, l’aria è pulita e frizzante, con il cratere che si svela piano nella luce rosata. Attenzione all’*escursione termica* enorme qui anche 10-15 gradi tra notte e giorno: le tende hanno sacchi a pelo, ma io consiglio di portare un pile leggero per la mattina presto. Meglio non rischiare il freddo con i bambini!
Ci dirigiamo verso l’ingresso del cratere: la vista mozzafiato della caldera gigantesca ci avvolge, un silenzio assoluto rotto solo dal vento, e un profumo fresco di menta selvatica nell’aria. È una sensazione bellissima, quasi sacra – il cuore batte forte, l’emozione sale. Pronti per scendere in questo mondo preistorico!
Immagina un gigantesco cratere vulcanico – largo 19 km, profondo 600 metri – nato milioni di anni fa da un vulcano alto come il Kilimanjaro, Patrimonio UNESCO e casa di 25.000 animali in 265 km²: qui trovi i Big Five sempre (leoni, bufali, elefanti, leopardi, rinoceronti neri rari), ippopotami che giocano e fenicotteri rosa al lago . È un “arca di Noè” dove tutto è concentrato: scendi in jeep dall’orlo e sei in un documentario vivo, perfetto per mostrare ai tuoi figli la maestosità della natura.

Dopo la mattinata indimenticabile nel cratere, risaliamo l’orlo e ci rimettiamo in viaggio verso Arusha. Le distanze in Tanzania sono enormi e le strade spesso sterrate, quindi preparatevi a trasferimenti lunghi (3-4 ore): portate snack, acqua e pazienza, soprattutto con i bambini. Ci fermiamo per un pranzo veloce in un piccolo ristorante locale prima di raggiungere l’aeroporto nel pomeriggio per il volo di ritorno. Stanchi, polverosi, ma con gli occhi pieni di magia.
I miei 7 consigli pratici per genitori single
1. Assicurazione viaggio obbligatoria: Scegli una polizza completa , io utilizzo sempre Columbus perchè i bambini sono gratutiti ,che copra safari, emergenze mediche e cancellazione. Mai partire senza! Utilizza il mio codice GTB030 per lo sconto del 10%!
2. Vestiti chiari e leggeri: Colori beige/khaki per confonderti nella savana (i colori vivaci spaventano gli animali). Strati: pile per mattine fredde + T-shirt traspiranti.
3. Binocolo imprescindibile: Uno economico per tuo figlio – trasforma il game drive in una caccia al tesoro!
4. Cappello e crema solare: Indice UV altissimo. Cappellino legionario + SPF 50 ogni 2 ore, anche se nuvoloso.
5. Salviette umidizzate: Bagni wild senza acqua calda? La salvezza per mani e facce pulite.
6. Spray anti-zanzare potente: Autan Tropical o simile, riapplicalo dopo sudore/polvere.
7. Agenzia locale: Confronta su SafariBookings, risparmia 30-50% vs tour operator italiani.
8. No acqua prima di dormire: Evita notti in bagno nei campsite (animali in giro!).
Conclusione da mamma single: Questo safari ha insegnato a me e al mio bambino di 9 anni cosa significa essere forti insieme. L’Africa non è “per ricchi” o “per coppie”: con organizzazione smart, è per tutti noi che cresciamo i figli da soli. Sognavi questo viaggio? Scrivi nei commenti o su Instagram @NeverStopTraveler_ – ti aiuto a partire!































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